
Transfer Cities
All’interno di S4T, il dialogo tra Rovereto e le città partner si traduce in un lavoro condiviso di esplorazione e adattamento, volto a individuare contesti locali nei quali sperimentare le soluzioni sviluppate nel progetto. Non si tratta di replicare modelli o imporli dall’alto, ma di metterne alla prova la trasferibilità, confrontandosi con le specificità dei territori, le condizioni di agibilità e le sfide – ma anche le opportunità – che emergono a livello locale.
In questo confronto affiorano questioni comuni a molte città europee: dalla necessità di mitigare gli effetti delle isole di calore urbane alla carenza di spazi verdi accessibili; dalla gestione condivisa degli spazi rigenerati all’inclusione dei gruppi vulnerabili nei processi di trasformazione urbana. A queste si affiancano le pressioni crescenti legate al cambiamento climatico e all’aumento della popolazione urbana, che rendono sempre più urgente ripensare il ruolo delle città e il loro rapporto con la natura.
A Nova Gorica, città di confine tra Slovenia e Italia dalla forte identità geografica e culturale, S4T concentra il proprio intervento nell’area transfrontaliera: un ambito urbano in trasformazione che comprende gli spazi espositivi dell’Epic District e il centro culturale e ricettivo Super 8, il quartiere della stazione ferroviaria e il sistema di spazi pubblici che lo circondano. Qui si trova anche la simbolica piazza Transalpina, un tempo attraversata dal confine di Stato e oggi divenuta uno dei luoghi centrali della vita culturale della prima Capitale europea della Cultura transfrontaliera, titolo condiviso con Gorizia.
Il Comune adatta alcuni elementi chiave di S4T alla sperimentazione pilota di un giardino commestibile, concepito come hub civico ed educativo all’aperto. In questo caso è uno spazio verde sottoutilizzato a essere trasformato in luogo di incontro, apprendimento e co-creazione, coinvolgendo giovani, migranti e persone con disabilità in attività legate a natura, cibo, biodiversità e consapevolezza climatica. Eventi culturali e laboratori promuoveranno le culture alimentari migranti, il coinvolgimento di studenti di cucina e attività educative dedicate a biodiversità e sistemi alimentari.
Il pilota di Nova Gorica si inserisce in un contesto agroalimentare particolarmente significativo. La città si trova infatti all’incrocio di diversi assi agricoli – Adriatico, Carso, Valle del Vipacco, Valle dell’Isonzo, Brda e Pianura Padana – dove tradizioni latine e slave si sono incontrate dando vita a una cultura del cibo peculiare. Questa sensibilità verso il cibo e le produzioni locali fornisce una base solida per esplorare pratiche alimentari sostenibili e avvicina l’esperienza di Nova Gorica a quella di Rovereto, dove il legame tra comunità, cibo e spazi urbani è centrale in S4T.
A Granada, capoluogo dell’Andalusia, S4T si innesta nell’area di Plaza de la Caleta, uno snodo urbano strategico per la presenza di infrastrutture metropolitane e la convergenza di diversi flussi di mobilità. Qui la città sta già sviluppando interventi di adattamento climatico con l’obiettivo di trasformare la piazza in un rifugio bioclimatico capace di offrire comfort termico durante le ondate di calore estremo. L’area sarà in grado di produrre energia elettrica, riscaldamento e raffrescamento sfruttando risorse naturali, riducendo la temperatura percepita fino a 20°C nelle ore più calde.
Granada trasferirà alcuni elementi innovativi di S4T, come il modello di gestione pubblico-civico e i programmi di attività e capacity building, sviluppando strumenti di gestione collaborativa e modelli di governance condivisa. Plaza de la Caleta diventa così un luogo di sperimentazione sociale, educativa e ambientale, in dialogo con alcune delle esperienze europee più avanzate.
A Pireo, principale porto della Grecia, città densamente urbanizzata e con un ruolo strategico nel Mediterraneo orientale, S4T interviene attraverso la riattivazione di un chiosco comunale inutilizzato nei pressi dell’area portuale, situato in centro città, vicino al Giardino Tinianios e ai principali nodi di trasporto pubblico. Lo spazio sarà trasformato in un hub di comunità dedicato a eventi, laboratori e attività su resilienza climatica, biodiversità, sostenibilità, sicurezza urbana e inclusione sociale.
Il pilota di Pireo riprende due elementi chiave di S4T: il concetto di hub pubblico-civico come spazio di co-creazione e apprendimento informale, e le attività di capacity building sviluppate con scuole, associazioni e cooperative all’interno di un percorso di progettazione partecipata. In questo contesto urbano, Pireo sperimenta una versione “micro” del modello di Rovereto, testando il potenziale dei micro-hub come catalizzatori di trasformazioni comunitarie sostenibili in città ad alta densità.
Attraverso questo percorso di trasferimento e scambio, S4T si configura come un laboratorio europeo di trasformazione urbana, dedicato al ripensamento delle stazioni e di altri hub di mobilità come spazi centrali per la vita delle città. Un modello capace di adattarsi a contesti diversi, mantenendo saldi i propri principi fondanti: partecipazione, inclusione, sostenibilità e forte radicamento territoriale. Al centro rimane l’obiettivo di promuovere città più resilienti e capaci di rispondere alle sfide del cambiamento climatico, attraverso alleanze tra cittadini, società civile e istituzioni locali, con un’attenzione ai gruppi più vulnerabili e senza lasciare indietro nessuno.
In questo quadro, Rovereto diventa non solo un caso studio, ma un punto di riferimento all’interno di una rete europea più ampia, in cui le città imparano le une dalle altre e costruiscono risposte condivise alle sfide del presente e del futuro. Il 2026 si prospetta come un anno particolarmente intenso, con numerose attività previste sia a Rovereto sia nelle tre città partner, che avvieranno e svilupperanno le rispettive azioni pilota nei propri territori, traducendo i principi del progetto in pratiche concrete.



Transfer Cities
All’interno di S4T, il dialogo tra Rovereto e le città partner si traduce in un lavoro condiviso di esplorazione e adattamento, volto a individuare contesti locali nei quali sperimentare le soluzioni sviluppate nel progetto. Non si tratta di replicare modelli o imporli dall’alto, ma di metterne alla prova la trasferibilità, confrontandosi con le specificità dei territori, le condizioni di agibilità e le sfide – ma anche le opportunità – che emergono a livello locale.
In questo confronto affiorano questioni comuni a molte città europee: dalla necessità di mitigare gli effetti delle isole di calore urbane alla carenza di spazi verdi accessibili; dalla gestione condivisa degli spazi rigenerati all’inclusione dei gruppi vulnerabili nei processi di trasformazione urbana. A queste si affiancano le pressioni crescenti legate al cambiamento climatico e all’aumento della popolazione urbana, che rendono sempre più urgente ripensare il ruolo delle città e il loro rapporto con la natura.
A Nova Gorica, città di confine tra Slovenia e Italia dalla forte identità geografica e culturale, S4T concentra il proprio intervento nell’area transfrontaliera: un ambito urbano in trasformazione che comprende gli spazi espositivi dell’Epic District e il centro culturale e ricettivo Super 8, il quartiere della stazione ferroviaria e il sistema di spazi pubblici che lo circondano. Qui si trova anche la simbolica piazza Transalpina, un tempo attraversata dal confine di Stato e oggi divenuta uno dei luoghi centrali della vita culturale della prima Capitale europea della Cultura transfrontaliera, titolo condiviso con Gorizia.
Il Comune adatta alcuni elementi chiave di S4T alla sperimentazione pilota di un giardino commestibile, concepito come hub civico ed educativo all’aperto. In questo caso è uno spazio verde sottoutilizzato a essere trasformato in luogo di incontro, apprendimento e co-creazione, coinvolgendo giovani, migranti e persone con disabilità in attività legate a natura, cibo, biodiversità e consapevolezza climatica. Eventi culturali e laboratori promuoveranno le culture alimentari migranti, il coinvolgimento di studenti di cucina e attività educative dedicate a biodiversità e sistemi alimentari.
Il pilota di Nova Gorica si inserisce in un contesto agroalimentare particolarmente significativo. La città si trova infatti all’incrocio di diversi assi agricoli – Adriatico, Carso, Valle del Vipacco, Valle dell’Isonzo, Brda e Pianura Padana – dove tradizioni latine e slave si sono incontrate dando vita a una cultura del cibo peculiare. Questa sensibilità verso il cibo e le produzioni locali fornisce una base solida per esplorare pratiche alimentari sostenibili e avvicina l’esperienza di Nova Gorica a quella di Rovereto, dove il legame tra comunità, cibo e spazi urbani è centrale in S4T.
A Granada, capoluogo dell’Andalusia, S4T si innesta nell’area di Plaza de la Caleta, uno snodo urbano strategico per la presenza di infrastrutture metropolitane e la convergenza di diversi flussi di mobilità. Qui la città sta già sviluppando interventi di adattamento climatico con l’obiettivo di trasformare la piazza in un rifugio bioclimatico capace di offrire comfort termico durante le ondate di calore estremo. L’area sarà in grado di produrre energia elettrica, riscaldamento e raffrescamento sfruttando risorse naturali, riducendo la temperatura percepita fino a 20°C nelle ore più calde.
Granada trasferirà alcuni elementi innovativi di S4T, come il modello di gestione pubblico-civico e i programmi di attività e capacity building, sviluppando strumenti di gestione collaborativa e modelli di governance condivisa. Plaza de la Caleta diventa così un luogo di sperimentazione sociale, educativa e ambientale, in dialogo con alcune delle esperienze europee più avanzate.
A Pireo, principale porto della Grecia, città densamente urbanizzata e con un ruolo strategico nel Mediterraneo orientale, S4T interviene attraverso la riattivazione di un chiosco comunale inutilizzato nei pressi dell’area portuale, situato in centro città, vicino al Giardino Tinianios e ai principali nodi di trasporto pubblico. Lo spazio sarà trasformato in un hub di comunità dedicato a eventi, laboratori e attività su resilienza climatica, biodiversità, sostenibilità, sicurezza urbana e inclusione sociale.
Il pilota di Pireo riprende due elementi chiave di S4T: il concetto di hub pubblico-civico come spazio di co-creazione e apprendimento informale, e le attività di capacity building sviluppate con scuole, associazioni e cooperative all’interno di un percorso di progettazione partecipata. In questo contesto urbano, Pireo sperimenta una versione “micro” del modello di Rovereto, testando il potenziale dei micro-hub come catalizzatori di trasformazioni comunitarie sostenibili in città ad alta densità.
Attraverso questo percorso di trasferimento e scambio, S4T si configura come un laboratorio europeo di trasformazione urbana, dedicato al ripensamento delle stazioni e di altri hub di mobilità come spazi centrali per la vita delle città. Un modello capace di adattarsi a contesti diversi, mantenendo saldi i propri principi fondanti: partecipazione, inclusione, sostenibilità e forte radicamento territoriale. Al centro rimane l’obiettivo di promuovere città più resilienti e capaci di rispondere alle sfide del cambiamento climatico, attraverso alleanze tra cittadini, società civile e istituzioni locali, con un’attenzione ai gruppi più vulnerabili e senza lasciare indietro nessuno.
In questo quadro, Rovereto diventa non solo un caso studio, ma un punto di riferimento all’interno di una rete europea più ampia, in cui le città imparano le une dalle altre e costruiscono risposte condivise alle sfide del presente e del futuro. Il 2026 si prospetta come un anno particolarmente intenso, con numerose attività previste sia a Rovereto sia nelle tre città partner, che avvieranno e svilupperanno le rispettive azioni pilota nei propri territori, traducendo i principi del progetto in pratiche concrete.


